Ravenna - Sporca di sterco postazione bagnino [23 giu 10 21:45 by Romagna Noi]
Scherzo o vendetta sabato scorso nei lidi a sud di Ravenna. Antologia delle goliardate tra gli addetti al salvataggio: dall'insabbiamento del moscone, al furto della bandiera rossa, fino alla pittura o "foratura" del pattino
RAVENNA - Amara sorpresa - anche se sarebbe più appropriato scrivere “sgradevole” - per un bagnino di un lido a sud della città che si è ritrovato con la postazione imbratta di sterco. Uno scherzo “cattivo”, per il quale il marinaio di salvataggio - questo il nome tecnico dei bagnini - sta valutando eventuali azioni legali. Al di là dell’aspetto penalistico, la vicenda ripropone la questione degli scherzi ai bagnini, spesso realizzati dai colleghi anche se a volte a organizzare la bravata da spiaggia è qualche bagnante forse indispettito da un richiamo o forse eclissato in materia di femme dall’abbronzatura e dai bicipiti del bagnino. In questo caso però si riconosce la mano, spesso maldestra e quasi mai ficcante. Perché gli scherzi meglio riusciti sono quelli di bagnini contro bagnini.
Qui in alcuni casi il fenomeno - che è sempre esistito pur conoscendo l’auge negli anni ’90 - rientra in una sorta di nonnismo balneare. Ovvero ti faccio capire che in questo tratto di spiaggia, dopo anni di lavoro, sono io la figura di riferimento. E se non ti garba, con il resto degli accoliti ti organizzo lo scherzo ad hoc. Un rapporto di potere insomma. In altri casi lo scherzo viene fatto ad un collega-amico con il quale magari riderne il giorno dopo. C’è infine lo scherzo punitivo, quello messo in atto contro chi ha compiuto uno sgarbo. Ha la valenza di uno sputo o di uno schiaffo. In questa categoria rientra lo sterco: massimo sfregio a un marinaio di salvataggio. Non crea danni all’attrezzatura ma costringe l’operatore a una sgradevole e meticolosa operazione di pulizia e per giunta davanti ai bagnanti. Per fortuna questa pratica non è mai stata molto diffusa.
Fino a qualche anno fa lo scherzo più comune consisteva nella sottrazione della bandiera rossa che di notte rimane issata sui pali, prima dell’avvento delle torrette veri e propri alberi maestri. Uno scherzo questo tutto sommato innocuo perché non procurava danni ma costringeva il bagnino a scavare per ore (anche se conosciamo uno che riusciva ad arrampicarsi). E a richiedere poi l’ausilio di qualcuno per raddrizzare nuovamente il palo. Da qui i buoni rapporti tra i bagnini di salvataggio e i vu cumprà: i primi alle volte bisognosi di manodopera di passaggio, gli altri alle volte bisognosi di un po’ d’ombra tra uno stabilimento e l’altro.
Tra gli scherzi tutto sommato “buoni” figura anche la rimozione dei tappi dai siluri del moscone (ma se non ve ne accorgevate prima di entrare in acqua, il moscone affondava...) e il seppellimento tout court del pattino sotto chili e chili di sabbia (e per dissotterrare dovevate chiedere la vanga). “Buono” anche il trasporto dell’imbarcazione di fronte ad altri Bagni o sulle scogliere, o ancora il suo ribaltamento sul posto. Scherzo “buono”, ma da fine stagione, il trasporto del moscone in strada fino alla più vicina rotonda con tanto di palo e bandiera, quasi a volere simulare una nuova postazione. Tutte operazioni ora impossibili visto che i pattini sono legati con la catena.
Tra gli scherzi cattivi, possiamo ricordare le pagine di giornaletto porno appiccicate sul pianale del pattino con la colla per i topi (fu fatto contro una bagnina), scritte diffamatorie realizzate sul moscone con sabbia sistemata su vernice fresca, il grasso - o ancora peggio per l’impatto visivo - la nutella spalmati sulle manopole dei remi, la riverniciatura del moscone in tinte non conformi al rosso-salvataggio (a un bagnino anni addietro toccò un rosa shocking), la foratura con il trapano dei siluri del moscone (e qui non ci sono santi che tengano, affondate dopo qualche remata). In cima alla “cattiveria” troviamo però sempre lo sterco.